Solita sveglia alle 7:00, colazione e mattinata, per così dire,
culturale. La prima tappa è stato il National Museum of Ethiopia, in
cui, oltre a molti reperti archeologici, abbiamo fatto conoscenza con la
celebre primate Lucy, nostra lontanissima antenata.
Poco distante
dal centro Romagna, tra le vie caotiche della capitale etiope, ci siamo
poi diretti al museo etnico, in un’ala del palazzo costruito dagli
italiani durante l’occupazione dell’Etiopia (villa dell’imperatore
Selassie), ora sede universitaria. All’interno delle varie sale erano
allestiti quadri antichi, vecchi strumenti musicali, utensili di ogni
genere. Pedro e Paso si sono improvvisati con ottimi risultati brillanti
guide.
Siamo tornati alla missione per il pranzo dopo il quale
abbiamo avuto un momento di dialogo/dibattito sul significato di “essere
piccoli” all’interno della comunità e sull’egoismo caratterizzante le
società occidentali.
Siamo poi risaliti a bordo dei vari pullmini
diretti alla “Caritas” di Addis Abeba, il centro San Giuseppe, dove
abbiamo avuto un incontro con Laura, una delle volontarie dirigenti. Ci
ha spiegato in che modo gli “assistiti” vengono aiutati quotidianamente:
doccia e lavaggio dei panni, visite infermieristiche, aiuto di donne
incinte, anziani e malati di HIV, il totale carico per alcune famiglie
delle spese sanitarie, degli affitti, dell’istruzione dei più piccoli, …
in aggiunta in altri stabili, che con gli anni sono stati costruiti, si
sono sviluppati dei laboratori volti all’apprendimento di alcuni
mestieri, in modo da salvare gli ultimi dalla vita nelle baracche o per
strada.
Abbiamo poi condiviso la messa con i volontari del centro e
altri due padri missionari, un portoghese e un tedesco al fianco di don
Alessio.
Per il “cenone” le suore ci hanno preparato una graditissima pizza e il programma della serata prevede cabaret.
Cogliamo
l’occasione per fare i più sentiti auguri di buon anno alle famiglie e a
tutti quelli che ci stanno seguendo e supportando dalla penisola.
Tanti auguri!
Il Clan Uragano del gruppo scout Riccione 1 va in Africa, in Etiopia ad Addis-Abeba, Kofele
mercoledì 1 gennaio 2014
domenica 29 dicembre 2013
AVVISO AI NAVIGANTI
Domani ci sposteremo ad Addis Abeba dove trascorreremo gli ultimi giorni di route presso il Centro Romagna. Padre Bernardo sara` sempre con noi.
Giorni 8 e 9 – WondoGenet, Shashemene, Kofele, lago di Awassa
Ci siamo goduti il week end; che da queste parti si traduce con un po’ di relax; ma prima di cominciare qualunque azione, nella giornata di ieri, ci hanno finalmente raggiunto Claudia, Giulio e Don Alessio.
Dopo averli accolti con un piacevole scherzo, siamo stati qualche ora alle terme di WondoGenet, dove abbiamo potuto fare un’escursione tra le montagne vicine (alla ricerca della fauna locale… con uno scarso risultato) e il bagno nelle acque termali, che sgorgano alla sorgente alla temperatura di 85° (tanto da cuocere una patata in 15 minuti!).
Tornati alla casa di Shashemene, subito dopo pranzo, ci siamo sposati nel campetto da calcio, dove la nostra nazionale aveva giocato contro quella locale, e qui abbiamo incontrato il gruppo di scout cattolici di Shashemene. Per quanto anche la loro esperienza sia molto diversadalla nostra (ci hanno accolto con una parata di tamburi) è stato molto bello riscontrare come i valori su cui abbiamo fondato la nostra scelta siano condivisi ovunque, persino quaggiù. Trovare le rivisitazioni delle nostre danzee dei nostri gesti ci ha stupito e divertito e il nostro pomeriggio con loro è passato veloce con il “programma di attività” che avevano preparat oappositamente per noi.
Ma il momento più toccante del nostro incontro è stato quello più spontaneo, lo scambio del simbolo che ci sta più a cuore: il fazzolettone. Quindi non stupitevi se ci vedrete tornare con dei colori un po’diversi dal solito!
Da Shashemene ci siamo spostati nuovamente a Kofele dove, dopo aver incontrato il gruppo di riminesi guidati da Suor Lorella, abbiamo vissuto un momento di veglia alle stelle molto intenso sul tema del tempo.
La giornata di oggi è cominciata, quindi, a Kofele anche se, dopo una sfida a scalpo tra Cristian e Giulia per risolvere un’accesa discussione familiare, abbiamo dovuto ben presto salutare la missione e le suore che ci hanno accolto. Nel pomeriggio il nostro riposo si è trasferito sul lago di Awasa dove, dopo aver incontrato le varie specie di scimmie, il nostro gruppo ha noleggiato tre barchette a motore per un giro sulle acque allar icerca degli ippopotami: anche questa volta scarso successo (registriamo con malinconia che gli animali etiopi sono molto meno accoglienti della popolazione).
Dopo un frugale pranzo siamo tornati a Shashemene dove le magnifiche sisters ci hanno sorpreso nuovamente con il rito del caffè. Nel tardo pomeriggio abbiamo celebrato la Santa Messa durante la quale, per la prima volta, abbiamo avuto la performance musicale delle ragazze più piccole. Prima di cenare abbiamo salutato, con un po’ di tristezza, le suore cappuccine di Maria Rubbatò che così amorevolmente ci hanno accudito inquesti giorni qui a Shashemene.
Un immenso, gigantesco GALATOMA!!
venerdì 27 dicembre 2013
AVVISO AI NAVIGANTI
Domani torneremo a Kofele e dormiremo li`, quindi non garantiamo il consueto aggiornamento.
Giorno 7 – Gode e Kofele
“La terra chiede inchini”, e mai come oggi ci è stato chiaro.
Nel
nostro ritornare a Gode abbiamo trovato ad aspettarci una ventina di
falcetti nuovi ed un campo di grano da mietere. Sotto il sole di una
limpida giornata etiope abbiamo passato la mattinata a falciare, legare e
trasportare le fascine.
E’ stato un ritorno alla terra, ad
un’azione pura e dal grandissimo significato: lavorare per nutrire quel
popolo, tornando ai lavori che i nostri bisnonni facevano all’incirca
allo stesso modo, è stato un momento di vicinanza fortissimo.
La
nostra inesperienza alla falce è stata parzialmente compensata dalla
spiegazione veloce, ma non è passato molto tempo che abbiamo potuto
avere direttamente l’esempio sul campo. Mentre noi, falciatori stanchi
ed “in erba”, puntavamo avanti in silenzio loro lavoravano con una
velocità che ci ha sorpresi, per di più cantando.
Alla fine di
questa esperienza abbiamo condiviso il pranzo nella tenda della
missione, mentre alcuni sono stati invitati dal proprietario del terreno
a consumare l’energetica polenta nella sua casa.
Sulla strada per
il ritorno ci siamo trattenuti a Kofele dove abbiamo incontrato, oltre
ai bambini della missione, il gruppo di riminesi capitanati da Suor
Lorella, che come noi sono in Etiopia dal 19 Dicembre. Dopo aver giocato
un po’ con i bambini, e condiviso una partita a calcetto, abbiamo
ripreso la via per Shashemene.
giovedì 26 dicembre 2013
Nel frattempo gli adulti... - Giorno 6
Questa mattina mentre il clan incontrava i bambini a Dodola, la
comunità degli adulti è andata insieme a Padre Bernardo a visitare un
asilo a 10 km da Dodola in un piccolissimo villaggio immerso nei campi
di grano. In questo asilo c’era una sola classe di bambini che
imparavano l’alfabeto. Ci siamo anche noi cimentati nell’imparare ed
insegnare l’alfabeto “Oromo” ed alla fine abbiamo consegnato ai bambini
dei quaderni per incoraggiare la loro attività scolastica.
I bambini erano ancora pochi, ma viso che c’è spazio per una seconda classe, ci auguriamo che altri bambini possano avere l’opportunità di studiare!
I bambini erano ancora pochi, ma viso che c’è spazio per una seconda classe, ci auguriamo che altri bambini possano avere l’opportunità di studiare!
Giorno 6 – Dodola
Questa mattina, per festeggiare Santo Stefano, siamo andati a Dodola,
un villaggio a due ore di strada da Shashemene, dove abbiamo giocato
con dei bambini della scuola elementare e dell’asilo costruiti grazie a
Don Vito. Ci siamo divisi in gruppi e sono partite le danze! Nonostante
il caldo e la fatica, le grida di gioia dei bambini e i loro sorrisi ci
hanno contagiato subito.Il tempo è volato ed è arrivata l’ora per i bimbi di tornare nelle loro classi. Ma noi avevamo in serbo una sorpresina per loro: magliette nuove e colorate per tutti! Siamo entrati nelle loro aule in gruppetti per distribuirle ed erano tutti impazienti, maestri compresi, di provarle. Benché fossero troppo grandi, le hanno sfoggiate da subito con orgoglio e per tutto il pomeriggio non hanno fatto altro che ringraziarci.
Per l’ora di pranzo i ragazzi sono tornati nelle loro case e così anche noi abbiamo iniziato il nostro pasto appetitoso: pane, banane e formaggio in quantità. Con un tattico riposino post pranzo abbiamo ripreso le forze e dopo aver suonato e cantato con il piccolo pubblico di scolaretti, è iniziato l’incontro con Don Vito, il parroco diocesano del posto, che ci ha parlato del suo ruolo rispondendo alle nostre domande. Ci ha fatto notare aspetti nuovi della realtà che stiamo vivendo: politica, cultura, costruzioni, lingua e alcune curiosità.
Dopo questo interessante momento, alcuni di noi sono tornati a giocare con i grandi e altri con i più piccoli, anche se il tempo a disposizione era poco.
Abbiamo seguito Don Vito che ci ha fatto visitare i vari edifici della missione, tra cui una chiesa e un complesso in costruzione ed è arrivato il momento di tornare a casa. I bambini ci hanno salutato con tanto entusiasmo, sorprendendoci con baci sulle guance, che non avevamo mai ricevuto prima!
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